Intervista Creativa a DIAZ FEUER de LA CAPANNA DELLA STREGA

marzo 01, 2017
Abito a Vercelli, anche se il mio cuore (e quindi la mia casa) è in Valsesia. Lotto contro ad una mentalità, quella vercellese, borghese e parecchio centrata sull'apparire più che sull'essere. Per questo ho scelto di apparire zecca, a cominciare dai miei capelli.

Ho più lavori: nel weekend sono barista in discoteca, in settimana insegno ai bambini la giocoleria, nel periodo estivo mi esibisco come giocoliere di fuoco nella zona del vercellese, biellese e novarese. Tutto il resto del tempo lo dedico a mia figlia Iside, alla creazione di sculture e bigiotteria in fimo e paste polimeriche e recentemente ho cominciato un lavoro editoriale, nel quale mi occupo dell'edizione di una rivista autoprodotta che si chiama “Feel Clever”. Se mi avanza tempo, mi piace molestare il mio prossimo.

Mi sveglio pressappoco alle ore 09, assieme a mia figlia. Le preparo la colazione, giochiamo un po' e poi guardiamo Forum, mentre lavoro o all'edizione della rivista o alle commissioni polimeriche. Poi verso le 12 preparo il pranzo, mangiamo e giochiamo ancora un po'. Verso le 14 Iside va a nanna e io posso tornare a lavorare fino alle 16, quando si sveglia. A giorni alterni va a dormire alle 13, e alle 14 vado a lavorare con i bambini mentre lei sta con lo zio Berry. Allora è tempo di succo e merenda, si gioca fino all'ora di Masha e Orso, e io lavoro ancora. Poi si esce e si va al parco o in giro fino alle 18, quando Iside va con il papà, e li comincia il vero lavoro: se è giovedì di norma mi trovo in riunione con altri artisti della mia città, se non è giovedì ne approfitto per continuare i miei lavori fino alle 21, ora della nanna. Quindi lavoro fino circa alle 23/24, fino a che non mi metto nel letto e posso finalmente dedicarmi alla mia amata enigmistica per esperti. Lo so, ho una vita invidiabile, ma non mi piace farlo pesare ai meno sfortunati.

Direi che uno dei momenti più emozionanti della mia vita è stato nel 2011 a Celtica, quando ho giocolato con il fuoco sul palco assieme al gruppo scozzese “Clanadonia”. Sotto al palco c'erano circa tremila persone che urlavano ogni volta che sputavo fuoco. Bei momenti, davvero.
Poi ovviamente un altro magico ricordo è quando è nata Iside con il parto cesareo e il chirurgo ha detto “le avete portato la bambina?? Portatela via, che qui stanno uscendo tutti i visceri!”
Magici momenti.

I momenti tristi non sono mai solo momenti, quanto storie. Come un amore non corrisposto, la morte di un maestro, la morte di un amico. Un momento triste tende a dilatarsi nel tempo generalmente, ma è utile per migliorarsi.

La cosa che più mi rilassa è giocare con Iside, lavorare ai miei progetti mentre bevo una birra. Se devo essere onesta, ogni tanto mi piace anche fumare qualche spinellino (rigorosamente in assenza di Iside), il che spiega anche la mia grave deficienza, non lo nego.

Ho un furetto che si chiama Remedios (Meme), che ora purtroppo è malata di tumore. E' un animale davvero dolce, essendo cresciuta in mezzo ai gatti ha preso molto del loro carattere, si fa coccolare e cerca sempre di infilarsi sotto alle lenzuola per dormire con me. Ultimamente gioca poco, ma è anche vecchia. Non è mai stata in gabbia, infatti è scappata un paio di volte, ma è sempre riuscita a trovare la strada di casa. Un po' come me.

Essere creativi secondo me è sostanzialmente un fatto di curiosità. Un creativo crea, a prescindere da cosa, perché o da che materiali ha a disposizione. Un creativo ha molte idee e poche mani, ecco cosa sono: una creativa con troppe  poche mani per mettere in pratica tutto ciò che mi frulla nella testa.

Sono creativa da che mi ricordo: da piccola creavo archi e trappole per mia madre, perché mi spegneva sempre la luce mentre dormivo (povera bestia anche lei), poi ho cominciato col disegno e mi sono fossilizzata lì per troppo tempo. Troppo tardi ho capito che la scultura era il mio cavallo di battaglia. Non credo esista un perché al mio essere creativa, penso di essere semplicemente una persona curiosa e ossessiva da sempre. Mi chiedo spesso il perché delle cose, e l'unico modo per capire il perché è crearle. A volte non basta nemmeno quello.

Le creazioni che realizzo più spesso  sono i cuori anatomici o le I-Dolls (le ho ribattezzate così), miniature di persone che mi chiedono di realizzarle. Ma faccio anche parecchie agende, cazzilli, diorama.....

Tutti  mi conoscono come Diaz. Non c'è un perché, hanno semplicemente iniziato a chiamarmi così e quindi io mi presento così: più che altro perché “Hai presente Diana?” “Diana chi? Diaz?”. Ecco.
La mia pagina si chiama “La Capanna della Strega” perché ricorda molto il mio stile, inoltre molti dicono che io abbia facoltà medianiche. Se ve lo state chiedendo si, parlo con i fantasmi, ma in genere sono persone deprimenti, preferisco i vivi.

Alle creative alle prime armi... Consiglierei di seguire la loro indole e seguire il loro stile. Consiglierei di paragonarsi sempre ai migliori e non ai mediocri. Consiglierei di fare un po' quel che gli pare e non di seguire le mode.Cioè quello che consiglio a mia figlia.

Il mio sogno nel cassetto? Hahaha! Il mio cassetto è pieno di incubi, ordinati e ben riposti dove non li cerco mai. La mia sedia è piena di sogni usati, perché amo indossarli spesso anche se mi fanno la schiena curva e le spalle grosse.

Se volete cercarmi, mi troverete o sul mio profilo pubblico facebook: Diaz Feuer, che è sempre aperto a stalker, commitenti e nuovi amici.
La mia pagina creativa è “LaCapanna della Strega”, che potete trovare sempre su facebook o sul sito capannadellastrega.blogspot.com, oppure su instagram “la-capanna-della-strega”
Se siete interessati alla rivista, potrete seguire la pagina facebook “Feel Clever” oppure contattarmi sempre sul profilo pubblico facebook.
Se siete timidi o non avete facebook, potete trovarmi all'indirizzo mail diaz.rigolino@gmail.com


Di seguito vi lascio alcune foto di cui mi pentirò tra qualche anno


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