Intervista creativa a ELENA FACCHINI de LA STANZA DEI CIAPPINI

marzo 10, 2017



Ciao a tutte/i!
Mi chiamo Elena e vivo a Bologna. Sono paleografa freelance, mamma ed ex oboista. Ho sempre cantato, ballato, suonato, e ora che i casi della vita mi hanno fatto abbandonare le mie vecchie attività creative, mi sfogo sulle paste😄 In realtà ho incontrato il fimo una ventina d’anni fa (oh signore 😱!) grazie a una mia compagna di classe, tutt’ora carissima amica, e da allora ci siamo frequentati a singhiozzo, ma la nostra ultima relazione stabile dura da circa tre anni. Ora le paste sono un universo meraviglioso, ma quando ho iniziato c’erano tra sì e no i panetti (che aveva un solo negozio a Bologna), non c’era internet con le sue migliaia di informazioni, non c’erano  tutorial, Facebook con creative che hanno sempre una risposta, Instagram, Pinterest, libri specifici facilmente reperibili su Amazon. Nulla! Praticamente lo usavo tipo pongo.

Uno dei momenti della giornata che preferisco è l’alba; mi sveglio presto, quando tutti dormono ancora, mi faccio una tazzona di caffè e metre ascolto le notizie alla radio usufruisco di questo meraviglioso universo di informazioni. Creare è  per me un grande antistress e un antiansia. Mi ha aiutato a superare momenti difficili, anche molto difficili come la perdita di mio papa’. Quando mi siedo al tavolo per creare, cervello e spirito si resettano, recupero ossigeno per ripartire. Anche quando non riesco a creare quello che ho in mente, cosa che mi fa impazzire di nervoso😡, la sessione creativa ha sempre un effetto di reset.



Per quanto riguarda le idee credo che tutto attorno a noi sia “ispirazione”; di giorno il mio cervello riceve un sacco dì input, che io sia in casa, su internet, per strada o in mezzo a un bosco; poi, di notte, le idee si mescolano e si assemblano in altre idee nuove. A volte funzionano, a volte vanno migliorate....altre volte sono schifezze... Ma sempre i miei Ciappini prendono forma di notte. Esatto, ciappini. 

Nome d’arte: “La stanza dei Ciappini”😀. Ho scelto questo nome che a qualcuno può sembrare svilente, ma verso cui io invece nutro un grande affetto. In bolognese “ciappino”, termine molto utilizzato fino alla scorsa generazione, è  il lavoretto fatto a mano, e così infatti mio padre chiamava i miei lavoretti, perline o pasta che fossero. 
Quindi il mio studio, che divido a metà con mio marito musicista, è diventato la stanza dei Ciappini, nonostante lui si ostini a chiamarlo studio😜. Svolgendo il mio lavoro di paleografa da casa ho modo di gestirmi liberamente e coordinare bene anche la mamma e la creativa. Così, appena ho un momento libero, mi siedo alla mia postazione. 





Sogno creativo nel cassetto? Trovare il mio stile, la mia strada e se mi si chiede se io abbia qualche consiglio da dare alle altre creative/i, ma essendo io ancora all’inizio non saprei cosa consigliare. Ho però un augurio: che il nostro esprimerci con paste e altro sia sempre divertente e appassionante❤️




Buon lavoro a tutte/i!

Grazieeee!!!!!

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